Il 2026 segna l’inizio di una rivoluzione che riguarda i pagamenti elettronici, con nuove regole e rischi per i contribuenti.
Da quest’anno entrano in vigore regole importanti sui pagamenti elettronici, perché diventa obbligatorio registrare il collegamento tra registratore di cassa e dispositivo Pos. La novità è stata introdotta dall’Agenzia delle Entrate attraverso un provvedimento specifico, che stabilisce modalità e tempistiche per l’adempimento richiesto agli esercenti.
L’obiettivo principale della misura è rafforzare i controlli sui pagamenti digitali, riducendo il rischio di evasione fiscale legato alla mancata registrazione degli incassi. Il provvedimento rientra nella Legge di Bilancio 2025 e ha portato all’attivazione del servizio online “Gestisci collegamenti”, dedicato alla registrazione dei dispositivi.
Cosa cambia per i POS
Gli esercenti possono accedere alla piattaforma tramite credenziali SPID, CIE o CNS, oppure delegare un professionista autorizzato a completare l’operazione richiesta. La norma interviene sul sistema dei corrispettivi telematici, che dal 2020 ha sostituito progressivamente i tradizionali scontrini cartacei nelle attività commerciali italiane.

La pratica quotidiana non cambierà – paperproject.it
Gli esercenti devono trasmettere quotidianamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle vendite, mentre i pagamenti elettronici sono aumentati grazie all’obbligo di utilizzo del POS. Nonostante ciò, registratore telematico e Pos sono rimasti strumenti separati, con il rischio di disallineamenti tra importi registrati e incassi effettivamente ricevuti tramite transazioni digitali.
Il nuovo obbligo riguarda tutti i soggetti che emettono scontrini fiscali e accettano pagamenti elettronici, inclusi negozi, bar, ristoranti e pubblici esercizi. Sono coinvolti anche artigiani con punto vendita, farmacie, parafarmacie, ambulanti e attività che offrono servizi direttamente ai consumatori finali.
Per gli esercenti non cambiano le procedure operative quotidiane, perché continueranno a trasmettere separatamente corrispettivi e pagamenti elettronici come già previsto. Il collegamento registrato online è infatti solo virtuale e serve all’Agenzia delle Entrate per incrociare i dati e verificare la correttezza delle transazioni dichiarate.
Per i consumatori non cambia nulla, le operazioni continueranno a essere registrate come importi aggregati, senza alcun utilizzo di dati sensibili o informazioni personali. Prima di procedere alla registrazione, l’esercente deve verificare che il proprio registratore telematico sia compatibile con la memorizzazione dei pagamenti elettronici.
L’obbligo non richiede aggiornamenti software né la sostituzione degli apparecchi, semplificando l’adeguamento per la maggior parte delle attività commerciali. L’abbinamento tra registratore e POS va effettuato una sola volta, salvo modifiche successive come l’attivazione di nuovi dispositivi o la sostituzione di quelli esistenti.
Una volta effettuato l’accesso, l’esercente deve associare la matricola del registratore telematico ai dati identificativi del Pos utilizzato nella propria attività. La normativa introduce anche sanzioni più severe, 100 euro per ogni mancata trasmissione, fino a un massimo di 1.000 euro per trimestre.
L’omesso collegamento tra Pos e registratore comporta una sanzione tra 1.000 e 4.000 euro, con possibile sospensione della licenza in caso di violazioni ripetute. Per gli strumenti attivati entro il 31 gennaio 2026, la registrazione deve essere completata entro 45 giorni dalla disponibilità del servizio online.
Rivoluzione in arrivo per i pagamenti digitali - paperproject.it






